Mangio gli animali, non gli animalisti

Grazie ad un’amica comune ieri ho incontrato una signora che è un’antivivisezionista convinta e dopo una conferenza abbiamo passato un bellissimo pomeriggio parlando e bevendo birra. Una persona piacevole e molto intelligente, con vedute alla fine neanche troppo lontane dalle mie: diciamo che siamo due moderate sui due opposti lati di un fiume. E’ stato particolare però che questa nostra amica comune abbia dovuto spiegare che io non solo sono una moderata, ma che ho anche piacere a incontrare persone che la pensano diversamente e che con me un dialogo vero è possibile.

Eh già. A me suona sempre strano, ma a quanto pare molti mi associano con una certa frangia un po’ troppo radicale di “razionalisti” (attenzione, non di razionali, proprio di razionalisti… e la differenza è la stessa che intercorre tra laici e laicisti, atei ed ateisti e così via) che ha proprio una posizione ideologica e non è disposta a cambiare idea su quel che pensa neanche di fronte ai fatti, a volte arrivando perfino ad insultare la controparte. Ecco, questa frangia si fa perfettamente compagnia con quella compagine animalista che noi spesso amiamo definire composta di “animalari” o “nazimalisti”, cioè quegli animalisti particolarmente estremisti che hanno una posizione ideologica e non sono disposti a cambiare idea su quel che pensano neanche di fronte ai fatti. Si fanno compagnia, diciamo, si tengono occupati a vicenda. Ma è strano che certi atteggiamenti vengano associati a me, perché a me non piacciono né gli uni né gli altri.

Anzi.

Io sono proprio una moderata. Ogni tanto con Giuliano Grignaschi ci facciamo vicendevolmente la battutina che siamo due animalari mancati. Perché è vero: noi amiamo gli animali. Io amo gli animali e sono una sensibilona: la sofferenza, che sia umana o animale, mi colpisce, quindi io posso capire gli antivivisezionisti. E quindi sono disposta al dialogo. Non mi piacciono gli estremismi, mi piace invece ragionare ogni volta sui nuovi fatti che vengono portati alla mia attenzione. E questo per tanti motivi, il primo dei quali è una personalissima voglia di crescere umanamente, cosa che a mio avviso avviene solo mettendosi continuamente in discussione… E poi perché, banalmente, a volte si sbaglia e solo gli idioti si rifiutano di vedere quando sbagliano. Quindi no, non amo mangiare vivi gli antivivisezionisti o rispondere loro male appena li conosco. Se posso anzi avere il piacere di incontrare una bella persona mi fa piacere farlo a prescindere dalle idee che questa ha sulla sperimentazione animale… e poi magari ne parleremo, magari arriveremo ad un punto di vista comune o magari no. Ma le persone non sono mai solo una loro opinione, le persone sono sistemi complessi che meritano ben più attenzione di quella che si può prestare a un solo aspetto della loro personalità.

Mi è parso di capire che l’idea che è passata sia che io (ma in generale tutti i più attivi in questa causa) non sia disposta al dialogo e che non posso (o non possiamo) ammettere che qualcuno la pensi diversamente da noi e sia contro la sperimentazione animale. Falso. Io (e penso di non sbagliare se lo dico anche per gli altri) sono dispostissima ad accettare le idee altrui: se uno è contro la sperimentazione, benissimo, abbiamo idee diverse ma lo rispetto. Quello che non sopporto (e quello, sì, mi fa imbestialire) sono le cazzate. Io sono un’amante della verità e come dico sempre esistono le cose opinabili… e poi esistono i fatti. Le cose opinabili sono le questioni etiche, i gusti personali e le domande senza risposta o in generale quelle cose che possono cambiare a seconda dell’opinione che se ne ha. I fatti invece no, i fatti non cambiano a seconda di quel che ne pensiamo. Ad esempio, la Terra gira intorno al Sole. E girava intorno al Sole anche quando tutti avevano un’altra opinione. E se io ora decidessi che per me il Sole deve girare intorno alla Terra lui non comincerebbe a farlo. I fatti sono così e non sono contestabili se non dimostrando (dimostrando!) che non sono fatti. Quindi io debunko le cazzate e premo per una buona informazione sulla sperimentazione animale, e questo soprattutto perché credo che un cittadino debba essere correttamente informato per prendere delle decisioni consapevoli (se volete approfondire l’argomento, lo avevo trattato qui: https://psychedelicwhiterabbit.wordpress.com/2014/03/22/la-democrazia-ai-tempi-della-disinformazione/). Non mi piace che la gente si schieri contro la sperimentazione animale, i vaccini, gli OGM etc etc per pura disinformazione. Questo non mi piace. E non mi piace neppure trovarmi a dibattere seriamente e poi trovarmi come argomentazione avversa una cazzata che ho debunkato mille volte. No, questo non va bene. Quando si dibatte bisogna dirsi cose vere, non stupidaggini. Infatti, quello che io contesto è l’antivivisezionismo “scientifico”, perché spesso di scientifico ha proprio poco ed i loro “scienziati” non riescono a mettersi effettivamente a dialogare con gli scienziati veri per migliorare la situazione semplicemente perché dicono un sacco di cazzate sapendo che sono cazzate solo perché così possono crearsi una nicchia lavorativa. Ma il mio problema non sono gli antivivisezionisti, sono le cazzate scientifiche. Perché? Oh, questa è di stomaco: perché amo la scienza e chi la infama ad cazzum mi disgusta, che ve devo di’? Poi personalmente se succede che una persona essendo correttamente informata sulla sperimentazione animale rimane contraria… Oh, va benissimo! Perché aldilà della scienza rimane un problema etico insanabile, cioè il fatto che tu a tutti gli effetti causi dolore ad altri esseri viventi per un ritorno per la tua specie. E questo è un problema etico, c’è poco da dire. Qui si va a finire non più tra i fatti ma tra le cose su cui è lecito avere un’opinione ed ognuno è libero di rispondere alla domanda etica secondo coscienza. Per me, personalmente, a malincuore ma la sperimentazione animale è da accettare fino a che non sarà sostituibile. Per me a malincuore, per altri no, per altri è inaccettabile. Benissimo. Tutte opinioni lecite. E vi dirò di più: se un antivivisezionista è ben informato (ben informato!) e coerente (cioè vegano e che non usi i frutti della ricerca) io lo stimo. Se è un moderato (in stile: “Non mi piace ma accetto che a mali estremi estremi rimedi, ma se possiamo limitiamoci”) accetto anche che sia vegetariano e che usi i farmaci, figuriamoci, lo rispetto. Però parliamo chiaro, niente stupidate. Onestà, vi prego, sulla scienza. Poi sull’etica possiamo scannarci pomeriggi interi e magari poi finire a magiarci una pasta vegana con una birra vegana in mano (che credete, mica mangio solo fiorentine!).

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