Archivio mensile:febbraio 2014

Deliri neurotici da neuroscienziologi

La cosa piu’ incredibile del studiare le neuroscienze e’ che la tua vita e’ un esperimento continuo. Cioe’, tu sei li’ che studi delle pagine di un libro di neuroscienze, ma cosa studi? Cioe’, questo e’ un trip da Inception. Seguitemi

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Tu sei li’ che studi, diciamo una cosa a caso, il ritmo theta nell’ippocampo (proprio a caso, eh, non che io lo stessi studiando davvero, eh…). E cosa succede? Succede che naturalmente cerchi di capire il ritmo theta nell’ippocampo. Fantastico, perfetto, bene cosi’, fin qui sono (quasi) mentalmente sana. Ma poi, mano a mano che studi, cominci a sdoppiarti pensando che sta succedendo anche nella tua testa. E cosi’ i due pensieri cominciano a procedere parallelamente: una parte di te cerca di concentrarsi sul testo e l’altra tenta disperatamente di visualizzare i network nel tuo cervello.

E poi ad un certo punto succede il disastro: ti rendi conto che stai studiando, che quindi presto (se riesci a concentrarti) memorizzerai quelle cose… Fico… Cioe’, tu studi la memoria e intanto memorizzi! Ooooohhhh!!! E poi certamente bisogna considerare che per comprendere questo testo cosi’ difficile hai un background che sembra poco ma alla fin fine e’ sterminato, un background che, ad esempio, gli antichi greci non avevano, loro che confondevano pensiero, parola ed essere, e invece grazie a un continuo processo di engramma attraverso i secoli si e’ arrivati fino a te che puoi studiare il ritmo theta! Oh, che fico!

Ma aspetta, aspetta, non perdiamoci, c’e’ di piu’! Cioe’, cioe’, io quelle cose le ho memorizzate e questo vuol dire che in questo momento nel mio cervello c’e’ una continua interazione tra corteccia prefrontale e chi piu’ ne ha piu’ ne metta per permettermi non solo di vedere e leggere, ma anche di capire richiamando informazioni pregresse!

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E cosi’ via, sempre piu’ livelli di pensieri tutti strafichi che si sommano l’uno sull’altro e tentano pure di andare avanti parallelamente l’uno all’altro, ognuno con la sua visualizzazione grafica in 3D che cerca di avere la meglio sulle altre per farsi notare dalla me cosciente, incuranti dell’ennesima, ennesima!, personalita’ presente nel tuo cervello che urla: “BASTAAAAA!!! BASTAAAAA!!! PER DIO, CONCENTRATI, DEVI SCRIVERE UNA TESI!!!”. E tu non ci riesci, non ci riesci a lasciarli andare perche’ sono uno maledettamente piu’ bello dell’altro, questi pensieri, e come si fa a lasciarli andare? Cioe’, sono tutti importanti, sono tutti stupendi, da quel che leggi a quel che inventi (perche’, diciamocelo, ma chi e’ che le sa cosi’ nello specifico queste cose che immagino? Di sicuro io no!). E allora vai avanti nell’unico modo in cui riesci, appuntandoti cose a caso a fianco, una volta dallo studio e una volta dai tuoi pensieri che si alternano, sperando prima o poi di riuscire, in giornata magari, a beccare un momento di silenzio mentale che ti permetta di rimettere a posto gli appunti e finalmente capire cosa diavolo stai studiando, che alla fine a ben guardare sarebbe pure il tuo lavoro.

“Che stress. Ma che bello. Ma che stress. Cioe’, qua ci esco matta, ne sono certa. Cioe’, dai, ma non si puo’ fare cosi’, devo studiare! Se continuo cosi’ non mi laureero’ mai! Ma no, ma dai, non dire cosi’, le idee sono importanti, non lo sai che anzi dovresti smettere di farti pare e scrivere tutto, che magari torna utile? Si’, ma mo’ basta, devo studiare! Si’, ma…”

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Cioe’, mi sento come il cane di UP, quello che ti sta parlando e a un certo punto… SCOIATTOLO!

Che stress. E poi vi chiedete perche’ quando finisco di studiare sono cosi’ maledettamente stanca?

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Fomentatori d’odio: come peccare di hybris e non rendersene conto.

E’ un po’ di tempo che ci rifletto, ma la chiarezza mentale a riguardo è arrivata solo stasera.

Guardatevi intorno: quante persone ci sono che incitano a volersi tutti bene, collaborare, mettere da parte sé stessi in vista del bene comune, a sorridere alla vita e tirarsi su le maniche tutti insieme? Quante di queste sono nella politica o a capo di grandi movimenti? Ok, mettiamo un attimo da parte il Papa e Peppa Pig: per il resto? Nessuno? O comunque pochissimi, vero? Ecco. E invece è pieno di gente che incita all’odio, con una violenza verbale che fa spavento. A volte questo odio è estremamente focalizzato (mi vengono in mente gli animalisti, che odiano i ricercatori), altre volte invece è indiscriminato e rivolto a chiunque non la pensi come te, ed un classico esempio è Beppe Grillo, seguito da molti suoi parlamentari, che urlano al complotto contro tutto e tutti, a volte anche contro esponenti del proprio stesso partito. No no, fermi: non preoccupatevi, non sto parlando di politica e partiti, a me non interessa chi votate. Potremmo parlare anche degli sciachimisti, in generale di tutti i complottisti; potremmo parlare del caso Stamina, ma anche dei movimenti estremisti di destra o di sinistra… Sarebbe la stessa cosa. Solo che non hanno così tanta audience come i due sopra citati. 

Una cosa che accomuna tutti questi fomentatori è la violenza, ma non quella fisica: quella verbale o, peggio ancora, quella delle immagini. Spesso questi fomentatori mostrano un faccino pulito e poi sfruttano qualcuno che faccia il lavoro sporco per loro.

Nel caso degli animalisti, si potrebbe citare la Brambilla, che non si è mai dissociata dai crimini commessi in Italia dagli animalisti: lei è estremamente istituzionale, sempre pacata ed elegante, ma non dissociandosi sfrutta le ondate di animalisti estremisti, come i 100% animalisti e l’ALF, che invece giocano molto sporco. Sfrutta anche chiunque metta in giro immagini violentissime di animali massacrati e prese da chissà dove ma che vengono spacciate per “vivisezione” (ma, vi prego, chiamiamola sperimentazione animale): chiunque si indignerebbe vedendo certi orrori, a chiunque pruderebbero le mani, e la povera Casalinga di Voghera (http://it.wikipedia.org/wiki/Casalinga_di_Voghera) che vede dei poveri cagnolini che vengono torturati da dei sadici vivisettori giustamente si indigna. Molte Casalinghe di Voghera vorrebbero magari agire, protestare, scendere in piazza, cambiare le leggi, mettere i divieti… Ma altri invece decidono di risolvere… in modi più fisici, diciamo. E di sicuro avrebbero ragione (i primi, non i secondi) se quelle immagini fossero vere, però spesso non lo sono: sono immagini violente prese ad hoc, decontestualizzate e spacciate per sperimentazione animale. Magari si riferivano a tutt’altro (operazioni veterinarie, necropsie, zoo in Cina…), ma loro ci mettono su una bella scritta “vivisezione” e la gente ci crede e si incazza.

Questa foto è stata spacciata come sperimentazione animale, ma invece è un fotogramma tratto dal film "La lucertola con la pelle di donna" e i cani sono pupazzi.
Questa foto è stata spacciata come sperimentazione animale, ma invece è un fotogramma tratto dal film “La lucertola con la pelle di donna” e i cani sono pupazzi.
Stessa cosa per il M5S: Casaleggio non si sente quasi mai, lui si mantiene pulito e rispettabile (l’ideatore, il visionario, il filosofo del Movimento). Manda avanti Beppe Grillo, che strilla come un matto contro tutto e tutti, fomentando l’odio contro chiunque gli capiti a tiro (e mi pare non ci vogliano esempi, è sotto gli occhi di tutti in ogni telegiornale). Non solo: nel M5S ci sono davvero un sacco di complottisti, di gente che crede alle scie chimiche, ai “poteri forti” che ci manovrerebbero, naturalmente di antivivisezionisti… E attenzione: questo significa di per sé odiare qualcuno, perché un complottista non sa accettare la realtà per quella che è e deve trovare un capro espiatorio, che va combattuto come un nemico e quindi viene detestato.
Perché lo fanno? Per fomentare il popolo. Perché un gruppo di persone che ha un nemico comune è un gruppo unito, e più è incazzato più è attivo, più si tira su le maniche “per la causa”, scende in piazza, firma petizioni, fa lobbying… Eh, insomma, diciamo che ti rende le cose più semplici. Tu parli per slogan, la gente li prende al volo perché ormai pende dalle tue labbra (e pende dalle tue labbra perché è incazzata) ed il consenso è lì, pronto, su un piatto d’argento. E succede che i moderati li tiri dalla tua parte col faccino pulito, i radicali col gioco sporco e violento… E la tua cerchia pian piano si allarga e il tuo posto al sole diventa sempre più sicuro. Apparentemente.Perché dico “apparentemente”?

Ora, io ho fatto il Liceo Classico e mi sono appassionata particolarmente alla tragedia greca, da cui ho imparato il concetto di hybris, parola decisamente intraducibile in italiano (molti tentano con violenza e tracotanza, ma non rendono la complessità del concetto), ma che nasconde un mondo. L’hybris è un peccato, probabilmente l’unico vero peccato che esisteva nella tragedia greca, ed io personalmente trovo che sia molto vicino alla superbia dantesca. Si commette un peccato di hybris quando non ci rende conto che si sta varcando un limite invalicabile, quando si viola ciò che razionalmente dovrebbe essere il ruolo di un essere umano e si sguscia via, su un piano inclinato, cercando di avvicinarsi agli dei, di fare l’impossibile, di tirare la corda finché si può, finché si è soddisfatti, non capendo che si è solo umani e che quindi non si può tirare per sempre perché prima o poi la corda si spezzerà. Molto romantico, vero, ma anche molto controproducente, perché quando si osa troppo automaticamente si finisce molto male perché gli dei si vendicano e mandano su di te ate, la rovina.

Questo su un piano di una religione antica, ma da qui a trarne un concetto laico ci si rende conto facilmente che l’arroganza acceca e che lo sfidare troppo ciò che è razionalmente accettabile può davvero metterci sul famoso piano inclinato senza che noi ce ne accorgiamo, e prima di rendercene conto stiamo rotolando verso il fondo e non siamo più in grado di controllare gli eventi attorno a noi. Tutti lo sanno: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, dicono le nonne.

Creonte, che peccò di hybris nell' "Antigone" di Sofocle.
Creonte, che peccò di hybris nell’ “Antigone” di Sofocle.

Ora, io credo che tutti noi ci rendiamo conto che in Italia la tensione è palpabile. Che c’è tanta gente sull’orlo di un esaurimento nervoso. Ci sono orde di disperati che non vedono l’ora di cercare un capro espiatorio da incolpare e sui cui vendicarsi. E questa è la gente che è fomentata dai fomentatori d’odio. Cioè, loro non stanno fomentando gente qualunque, loro stanno fomentando un popolo che ha i nervi a fior di pelle: stanno tirando la corda. E non si fermano, anzi: quando qualcosa li smentisce loro non lasciano, loro raddoppiano, rincarano la dose d’odio che vomitano sul popolo e iniettano in endovena ai sostenitori. Ora, a casa mia questo si chiama camminare sul filo del rasoio… A casa di Sofocle probabilmente sarebbe hybris. Perché? Perché la gente che ha i nervi a fior di pelle non si incazza un pochettino, si incazza parecchio. E quando becchi una persona sana di mente e con dei sani principi, quella scende in piazza e manifesta; oppure fa un voto di protesta; oppure, al massimo, partecipa ai mailbombing; e ovviamente diffonde il verbo del fomentatore. Ma puoi trovare anche chi dai nervi a fior di pelle passa all’esaurimento nervoso e comincia a sragionare; oppure un rivoluzionario non troppo pacato; oppure semplicemente una persona violenta. Questi tre personaggi sono facilmente indottrinabili perché, diciamocelo, toccando le corde giuste non ci si mette nulla ad entrare in una mente che non vede l’ora di dedicarsi anima e corpo a cambiare le cose in un modo o nell’altro. In un modo o nell’altro. Lo ripeto ancora: IN UN MODO O NELL’ALTRO. Mettetevela bene in testa questa frase, perché è proprio ciò che si rischia a fomentare: che la gente passi ai fatti in modi tutto fuorché piacevoli e vada a prendersi il suo capro espiatorio, e stavolta non in senso figurato. E quando questo succede ormai stiamo rotolando sul piano inclinato da un pezzo e non c’è più modo di controllare le cose, perché se di questi personaggi ce ne è più d’uno basta che uno agisca per invogliare tutti gli altri a farlo. 

E, signori, anche se a voi gli attentati “di disobbedienza civile” e le violenze per difendere un ideale possono parere romantiche non lo sono, perché i capri espiatori sono solo esseri umani, come me e voi, e ci rimettono davvero. E non so voi, ma io non vorrei essere nei loro panni.

Quindi attenzione, cari fomentatori d’odio, attenzione a ciò che fate, perché col vostro comportamento sconsiderato rischiate di portarci tutti inconsapevolmente in situazioni davvero spiacevoli, magari sull’orlo di un baratro da cui potrebbe essere davvero difficile spostarsi. E questo non perché quello che dite voi sia pazzesco, no: perché il vostro target è molto influenzabile e voi dovete imparare a prendervi la responsabilità delle conseguenze che le vostre parole e le vostre immagini così violente hanno su di lui. Voi state peccando di hybris, voi state giocando a poker con le vite degli altri, dei capri espiatori che mettete alla gogna. E ricordatevi che sarete responsabili per qualunque cosa dovesse succedergli. Che voi lo ammettiate oppure no.

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